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CHIRURGIA

TUMORE AL SENO


INTERVISTA SENOLOGIA DOTT. MATTEO INCARBONE
SENOLOGIA
In Italia vengono diagnosticati ogni anno oltre 40.000 nuovi casi di tumore al seno: statisticamente 1 donna ogni 9 verrà colpita nel corso della propria vita da un tumore mammario, al giorno d’oggi con ottime possibilità di guarigione grazie ai progressi della Medicina.
Sia per gli esami di prevenzione sia nel caso venga diagnosticata una neoplasia è molto importante essere seguiti presso un Centro di Senologia (Breast Unit) che abbia la Certificazione di Qualità Europea, infatti gli studi scientifici, come ad esempio l’articolo pubblicato nel 2012 sul British Medical Journal riguardante quasi 14.000 pazienti affette da carcinoma della mammella, riportano che le probabilità di guarire sono maggiori per le pazienti curate in un ospedale dove è presente un Centro di Senologia. *
Questo risultato è dovuto a principalmente al fatto che il personale della Breast Unit è altamente specializzato e si dedica in modo specifico alla cura dei tumori della mammella, con un Percorso Diagnostico-Terapeutico organizzato secondo i criteri di Qualità Europea.
Un valore aggiunto ritengo sia dato dal Medico che si fa carico della Paziente anche dal punto di vista umano, dedicandole tutto il tempo necessario per la comprensione delle terapie che potrebbero essere necessarie, in particolare uno dei momenti che ritengo più importanti è la consegna dell’esame istologico: il Chirurgo Senologo oltre a spiegare alla Paziente quali saranno i passi richiesti dalle cure, deve essere disponibile e rispondere a tutte le domande che possono aiutare la Donna a capire ogni aspetto del problema che dovrà affrontare.

Effects of multidisciplinary team working on breast cancer survival: retrospective, comparative, interventional cohort study of 13 722 women. BMJ. 2012 Apr 26;344:e2718.


DOMANDE FREQUENTI:

1) Quando fare un intervento chirurgico conservativo di tumorectomia o quadrantectomia?
Da alcuni decenni i controlli regolari di screening permettono di trovare tumori mammari di piccole dimensioni e questo consente di eseguire interventi conservativi della mammella, chiamati tumorectomia o quadrantectomia, che consistono nell’asportazione della sola porzione di seno sede del tumore. Agli interventi conservativi viene solitamente associata la radioterapia.

2) E quando una mastectomia?
La mastectomia consiste nella asportazione completa della mammella e viene eseguita quando ci sono più noduli tumorali nello stesso seno oppure quando il rapporto tra le dimensioni del tumore e la mammella non permette una ricostruzione della ghiandola esteticamente adeguata.
La mastectomia di scelta, chiamata anche mastectomia sottocutanea o nipple-sparing, prevede la conservazione del complesso areola-capezzolo a meno che non siano direttamente interessati dalla neoplasia. Sono interventi che presentano indubbiamente vantaggi estetici/cosmetici rispetto alla mastectomia tradizionale.
Quando il tumore è voluminoso, invece di procedere subito alla mastectomia, il Chirurgo Senologo può valutare con l’Oncologo la possibilità di effettuare una terapia preoperatoria per ridurre le dimensioni della massa e consentire un intervento conservativo.

3) Che differenza c’è tra il carcinoma in situ e il carcinoma infiltrante?
Il carcinoma in situ è una lesione tumorale che si sviluppa all’interno dei dotti o dei lobuli della mammella, mentre il carcinoma infiltrante dai dotti e dai lobuli invade i tessuti circostanti.

4) Cos’è la Malattia di Paget?
E’ una lesione del capezzolo che ha l’aspetto di un eczema, con erosione della cute che può presentare piccole ulcere da cui possono anche esserci perdite saltuarie di alcune gocce di sangue. La diagnosi clinica va confermata con una micro-biopsia che esegue il senologo in anestesia locale. La terapia è chirurgica.

5) Esiste il carcinoma al seno nell’uomo?
Anche se molto più raro, anche i maschi possono essere colpiti da carcinoma mammario. In  questi casi va sospettata un’origine genetica della malattia.

6) Cosa significa biopsia del linfonodo sentinella?
E’ una procedura che viene fatta contemporaneamente all’intervento sul seno e consiste nell’asportare un linfonodo ascellare individuato con una tecnica particolare, la linfoscintigrafia. Fino a circa 15 anni fa per curare un tumore mammario, oltre all’intervento sul seno, si toglievano tutti i linfonodi ascellari, possibile sede di espansione delle cellule tumorali, affinché venissero analizzati. Con la biopsia del linfonodo sentinella oggi si può evitare di rimuovere i linfonodi ascellari (dissezione ascellare o linfadenectomia ascellare) nella maggior parte delle pazienti.



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